home | la vita | missioni | beatificazione | eventi | gallery | contatti | materiale

Padre Francesco Convertini

Missionario Salesiano in India (1898 - 1976)

NEWS

 

PREGHIERA

"O Signore che hai donato al tuo servo, Francesco Convertini, un cuore distaccato dai beni terreni e acceso dalla fiamma della carità soprattutto per i più poveri, donaci di imitare le sue virtù e concedi, per sua intercessione, la grazia.... che con fede ti chiediamo. Amen


UN POVERO DELLA MURGIA TRA I PIU' POVERI DELLA TERRA

 

Francesco Convertini nacque il 29 agosto 1898 in uno dei bianchi trulli di pietra dalla cupola che popolavano la campagna attorno alla sua parrocchia di Locorotondo (Ba). Terra povera e riarsa dal sole, come povera era la gente delle Murge. Perse il padre dopo tre mesi di vita e la madrea a 11 anni, il tempo di insegnargli il Rosario e ripetervi: "Metti amore! Metti amore!" Ciccilluzzo, come era chiamato, e suo fratello Samuele furono così presi come ragazzi - pastore da una giovane coppia di una solida fede cristiana: Vito e Anna di Fasano. Poi arrivò il 1915: la prima guerra mondiale.

Egli visse e patì in prima persona la tragedia e l'assurdità della guerra. Partecipò alla disfatta di Caporetto, fu fatto prigioniero più volte e quindi internato in un campo di concentramento in Polonia, presso i Laghi Masuri. Qui soffrì la fame vera e vide morire tanti suoi amici. Ma resistette, e il 15 novembre 1918 fu restituito all'Italia. La guerra era finita. Cosa fare? II fratel­lo partì emigrante per l'America, lui decise di entrare nella Guardia di Finanza per 3 anni. E arrivò a Torino. Una delle prime cose che fece fu recarsi alla Basilica di Maria Ausiliatrice, devoto come era della Madonna. Conobbe i Salesiani e in particolare don Amedei, che fu il suo confessore, che rimase colpito dalla sua onestà e fede. Sentì parlare dei missionari. Il 23 ottobre 1923 vide partire alcuni di loro per l'Italia.

Era commosso, e don Amedei gli chiese. "Perchè non diventi missionario pure tu?".

All'inizio rifiutò, ma alla fine non resistette. Giunse al "Cardinal Cagliero" di Ivrea, l'Istituto che preparava i missionari salesiani.

Per lui la scuola fu molto dura, sia per l'età, sia per le scarsissime cono­scenze culturali, ma ce la fece. Nel 1927 anche per lui ci fu la destinazione: India. Partì subito, il 7 dicembre 1927 e a Shillong, capitale dell'Assam, rimase per tutto il suo ciclo di studi. Alla scuola del grande missionario Don Vendrame, imparò ad essere missionario: tra la gente e con la gente. A 37 anni, il 29 giugno 1935, divenne sacerdote, e fu inviato a Krishnagar, zona a piccolissima presenza cristiana.

Le sue caratteristiche: buono con tutti, umiltà assoluta, gran camminatore, limpida fede in Dio, devozione a Maria. Tutti gli volevano bene, specie indù e musulmani. Ma le sue fatiche si fecero sentire.

Dovette tornare in Italia due volte per le sue cure mediche al cuore, nel 1952 e nel 1974. Volle tornare in India, deluso. Riuscì a vivere con il cuore in quel modo malconcio fino all'11 febbraio 1976. Alla sua morte, la cattedrale fu riempita da cristiani, musulmani ed indù. Tutti piangevano la morte di un grande shadu, l'uomo di Dio. Nel 1991 è stata introdotta la sua causa di canonizzazione.

 
 
 
 
 


© Academy - All Rights Reserved